Paola Volpato


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Vittorio Basaglia


presentazione alla mostra su Otello, Galleria Fenice, Venezia 1986

"Vermi brulicanti alle prime ore dell'alba". Questo verso d'Omero del canto di Nausicaa mi pare possa avere un rapporto con la sinuosità e con l'oniricità delle ultime opere di Paola Volpato.
Sono degli appunti, pastelli, olii sull'Otello.
Credo che darsi un tema sia talvolta molto positivo. Toglie problemi di "soggetto" essendo già questo enunciato dallo stesso tema.
Sarà la scelta dei punti o la ripetitività delle immagini più pregnanti a creare già un tessuto narrativo.
Ho visto una prima mostra di Paola a Noale, in una torre medievale restaurata. I quadri erano molto violenti e i colori astratti, forse più che astratti simbolici, Le matrici erano Bacon e quel tanto di Picasso che rimane ancora in certo Bacon.
Ora le sue opere si sono fatte più fluide e, se si può dire, più gestuali, anche se c'è ancora in un foglio "riassuntivo" dell'Otello, qualche ricordo dell'impianto di "parade" di Picasso.
Ci sarebbe un'altra citazione (da Shakespeare) che potrebbe far venire in mente queste opere. A proposito del fazzoletto che perderà Desdemona.
…C'è, nel suo ordito, una malia. Una Sibilla che aveva contato sl mondo duecento giri di sole interi, in furore profetico lo richiamò; erano bachi consacrati quelli che ne filarono la seta, e la sua tinta, intrisa di linfe che gli esperti trassero dai cuori delle mummie di vergini.


Venezia ottobre 1985


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