Paola Volpato


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Roberto Costella


Roberto Costella, presentazione Personale a..mare Caorle, piazzetta Vescovado

Scrivere di Paola Volpato non è facile: non ne conosco la vita, i percorsi esistenziali, la genesi estetica; posso intuire qualche riferimento culturale, individuare qualche affinità pittorica e poco altro…
Ho visitato la sua casa prossima al castello di Noale e immersa nel verde, confinata tra la ferrovia e la strada per Venezia eppure così lontana dai rumori del mondo; mi è sembrata un'architettura ricreata dall'interno più che ristrutturata, ridefinita e risignificata più che restaurata, capace di diventare residenza ed atelier, biblioteca ed auditorium, archivio e museo.
La dimora eletta a centro della vita relazionale e culturale è lo spazio del condiviso familiare e l'ambito della dimensione estetica: qui le due sfere sembrano associarsi e comporsi fino alla perfetta integrazione.
La casa, centro degli affetti e dell'attività artistica, si qualifica come mondo vivo e vissuto che, con le ampie pareti dipinte, le dilatate teche librarie, gli innumerevoli quadri, i tanti oggetti plasmati o collezionati, riesce a creare l'articolato microcosmo culturale di Paola Volpato e della sua famiglia. La casa risulta estensione organica dell'"io" e del "noi": in questi spazi gli interni sono specchio ed espressione dell'interiorità, dell'intimità.
Così i quadri, pur autonomi ed autosufficienti, esistono in rapporto simbiotico con le presenze da cui sono circondati: la loro genesi, la loro storia sembra tutta documentata, integrata e proiettata in questo mondo; la loro forma iconica è perfettamente sintonizzata ed omogenea a questo luogo; le opere pittoriche sono la declinazione e la sintesi iconica dello spazio familiare costruito e condiviso da Paola Volpato.
Da artefice estetica, ha portato alla luce immagini, dando loro forma e materia, identità e vita. La sua pittura scaturisce dalla ricerca di un'identità originaria, dal tentativo di attingere al mistero della vita, ai valori dell'eterno e dell'infinito. Sono le dimensioni che sovrastano l'uomo, i territori inesplorati delle profondità dell'essere, il mistero inspiegabile del divenire a costituire il motivo costante ed il centro imprescindibile della sua ricerca. Paola Volpato cerca senza posa la risposta alle domande di Gauguin "Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?", cerca cioè la causa del suo essere, i motivi del suo esistere, il senso del suo sopravvivere.
Non dunque costanti tematiche, stilistiche o tecniche rendono unitario il suo lavoro, ma ragioni ideali, ricerche concettuali, problematiche etico-filosofiche. E, solo l'arte, la poesia, possono ancora sostenerla nei territori dell'inconoscibile.
I quadri di Paola Volpato hanno dunque una dominante connotazione eidetica, perché, superando ogni riferimento naturalistico, citazione icastica o presenza materiale, esprimono un insopprimibile anelito di assoluto, un'ansia di verità.
Le sue immagini restano cripticamente arcane, magicamente evocative e comunque sempre estranee ad ogni possibilità di contestualizzazione storica e prospettica.
In geometrica e trasparente sedimentazione di piani e forme, i quadri catturano estenuate immagini antiche ed atavici simboli, adottano logori fotogrammi e marchi scaduti della contemporaneità; in un continuum spazio-temporale, senza opzioni cromatiche ma con decisa definizione segnica e formale, queste composizioni diventano essenza e sintesi del vissuto di Paola Volpato, della sua estetizzante ed evocativa poesia figurata.
Così le immagini pittoriche associano forme leggere ed esseri puri che presidiano geometrici luoghi: sono presenze vicine e contigue, nette ed irradianti, come le tante stanze e le tante persone della vita e della casa di Paola Volpato, madre e matrice... nel mistero della luce.


Roberto Costella

Maggio 2003


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