Paola Volpato


Vai ai contenuti

Gaetano Salerno

Arbor - presentazione Fiera d'Arte Padova

Da sempre attenta alle tematiche sociali e ambientali, l'artista sviluppa, utilizzando vari media - pittura, fotografia, grafica, collage, scultura, installazione, video, suono, performance - una ricerca ormai trentennale che indaga da molti punti di osservazione comportamenti naturali e leggi fisiche, (v.
Forze di gravità -1985, 1,2,3,Stella! -1990, Strings&Flowers -2010), le simbiotiche connessioni tra uomo e Natura (Campagne -1989, Tulip on Tower -2013, Natura ExTinta - 2014), le arcane regole armoniche (Anfiteatro Vegetale - 2014, Flowers? - 2006-14). C'è sempre in Paola Volpato un accento filosofico, scientifico, un guardare cosmico e fenomenologico, che apre - anziché chiudere - nuove possibilità di lettura, ricreando equilibri estetici di comprensione. Il titolo ermetico del progetto qui presentato si rifà ad un verso di Emily Dickinson, poeta cui Paola Volpato attinge da sempre per dare il nome alle sue opere - il giusto suono alla propria azione artistica. Le sei significative opere di medie dimensioni (tecnica mista su carta, 70x50cm) presentate sono tratte dal ciclo Natura ExTinta, lavoro che segue la grande installazione (Tulip on Tower -2012) sulla Torre Medievale di Noale (VE). Il territorio circostante osservato dall'alto, violentato dalle strade e inghiottito dal cemento, ha mosso una azione artistica contraria, di cura e raccolta della memoria, di desiderio della campagna soffocata dalla crosta di città, una identificazione estetica tra terra e corpo, una lotta sommessa quanto appassionata.
Paola Volpato, mantenendo intatto un tratto elegante e ricercato che contraddistingue la sua produzione artistica, ha elaborato un linguaggio complesso e colto che non misconosce quegli oggetti di scarto capaci di ricreare mondi a partire dal quotidiano-punto di partenza per ripensare il mondo attraverso il valore catartico della poesia. In mostra, oltre all'installazione
Arbor, i dipinti Al punto immobile del mondo roteante, E dopo la ritrovai su una nuvola, La rugiada è nell'erba una corrente, L'ampiezza della vita gli si stende davanti, Ogni vita converge a qualche centro, Ti ci è caduto dentro un purpureo frammento, i cui titoli, versi di Emily Dickinson, evidenziano il livello introspettivo in senso socratico di questa ricerca.
Il fiore e l'albero, simbolo il primo di una bellezza assoluta eppure effimera, contrapposto alla struttura ferrosa, arrugginita ma secolare della pianta, diventano così il punto focale di questa indagine, consentendo all'artista di spostare il proprio punto di vista e ottenere una nuova percezione su quello che accade nel mondo. Dice Paola Volpato a proposito di questi lavori: "Mi occorreva estraniarmi da me, dalle ideologie e dai ragionamenti e guardare come guarda un fiore, o una pianta, e da quel puro punto di vista, scevro da razionalità e perifrasi sentire e vedere in modo assoluto… l'opera si è espansa ad altri livelli di comprensione e percezione".
Scrive il critico d'arte Gaetano Salerno nel testo critico
Com'è immoto l'enigma!: " Cresce e si sviluppa nello spazio come un albero secolare, contemporaneamente teso in intricate ramificazioni aeree - protese cioè a cogliere il prana universale e a trasformarlo in fresca linfa - e intimamente concluso e ripiegato su se stesso - prigioniero di radici stabilmente ancorate al suolo - il messaggio di Paola Volpato, scandito da linguaggi e azioni sempre diversi e sempre coerenti, ancorato a tradizioni
figurative eppure pronto a intercettare un respiro vitale che fonde luce e aria divenendo, nei dipinti così come nelle installazioni ambientali, trasfigurazione del reale e indagine di nuove autenticità […]".

Gaetano Salerno, 2014



Torna ai contenuti | Torna al menu