Paola Volpato


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Assunta Cuozzo 06 2


Se tu sai dov'è la forma
Portala prigioniera
Vestita di luce

Virgilio Guidi


Assunta Cuozzo - GIOCHI D'ARTE

Le figure della ricerca all'interno della visionarietà artistica creano lo spazio dove poter collocare l'inquietudine comunitaria che soffia come maestrale nel pensiero contemporaneo.
Compito non facile quello dell'artista che ha il dovere di riassumere nella verità dell'opera il resoconto sensibile del mondo di oggi.
Ombre vuote nel conflitto dello spazio dove si raccolgono le molteplici identità nascoste dell'animo umano e compito dell'artista è identificarle, catalogarle e dagli spirito all'interno e intorno alle opere. Questo è il merito della Volpato di aver saputo, con le sue composizioni pittoriche, trasmettere esperienze artistiche che costituiscono quasi un linguaggio di globalizzazione, attraverso le quali si riesce a comunicare al di là dei confini culturali con la diffusione di idee, immagini e sensazioni.
Le sue opere ripropongono il magistrale ed infinito affiorare del "suono pittorico" nella sua libertà, presentando il foglio di carta come un "non luogo" sognato, sono "variazioni libere" che si rincorrono e richiamano in un contrappunto paradossalmente privo di schemi e legato soltanto dallo sperimentare la pittura come territorio sterminato.
L'artista ha sentito la necessità di staccarsi dal mondo come contemporaneità e ripartire dal 2000 immergendosi in un altro tempo, ripulirsi dentro, entro, prima di arrivare a queste rappresentazioni che sono un lungo viaggio teso alla scoperta dell'armonia e della gioia. Sognare il futuro.
I suoi quadri sono dei giochi d'arte, ognuno di noi è un mondo ed ha nel suo interno ogni cosa e Paola sente quando nel suo interno comincia a formarsi un'idea, un'emozione, comincia a costruirla senza misura, limiti o mediazioni, è un gioco e c'è la fantasia, si appropria degli oggetti, li sente, ne percepisce la consistenza la natura.
La cosa più terribile che può accadere ad un artista è sclerotizzarsi, trovare cioè il suo "dato" il suo "segno" e ripeterlo all'infinito perché vuole essere sempre ritrovato dal mercato, dal mercante, dal collezionista, trovo che così l'opera si sclerotizza, si ferma. La Volpato fa esattamente il contrario, cerca di perdere il suo "segno", di perderlo per ritrovarlo arricchito, una continua ricerca, di un cercare che trova perché perde o si perde.
Paola ha una grande spinta, una grande emozione che le ha permesso di trovare il suo linguaggio, la propria espressione, il miglior modo di cercarsi, di trovarsi, di comprendersi e di farsi comprendere per dare il meglio della sua arte.


Presentazione mostra Humans , Centro Culturale Candiani Mestre Venezia
Università di Ca' Foscari, 2006



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